Un’innovazione puramente ecologista o un “trucco” per permettere a molti motori termici di rimanere entro i limiti di legge sulle emissioni?

Un vantaggio per l’ambiente o uno svantaggio per la vettura? Le teorie che ruotano attorno al sistema Start & Stop sono spesso contrastanti. Concretamente, si tratta di un meccanismo progettato per interrompere il funzionamento del motore termico e successivamente riavviarlo su richiesta, permettendo quindi la ripartenza dell’auto: in poche parole, se ci si ferma ad un semaforo e i sensori rilevano la non intenzione di ripartire immediatamente, il sistema semplicemente spegne il motore, azzerando i consumi ma lasciando in funzione l’impianto elettrico e tutto quello che vi è connesso, dall’autoradio alla ricarica del cellulare passando per le luci e via dicendo.

Insomma, sulla carta verrebbe da dire che si tratta al 100% di un’innovazione puramente ecologica. In realtà, come ci ricordano i preziosi consigli offerti da ReteRiparo, realtà emergente nel mondo delle officine auto, per le case automobilistiche è nascosto anche un discorso normativo: il sistema Start & Stop permette a molti motori termici di rimanere entro i limiti di legge da un punto di vista delle emissioni.

Un qualsiasi motore termico infatti, che sia benzina o diesel, funziona da sempre sul principio che in una camera di scoppio, una volta introdotta una miscela di carburante ed aria e avvenuta una compressione, si eliminano i gas residui, e si ricomincia il giro. A questo punto, qualcuno ha pensato bene di progettare nuovi filtri per la marmitta, e quindi in qualche modo filtrare l’emissione dei gas di scarico.

Poi si è passati all’installazione di sistemi che in qualche modo possano non solo filtrare, ma anche in parte e per quanto possibile depurare i mefistofelici e cancerogeni gas inquinanti. Ma anche in questo caso, non basta. Perché l’inquinamento del motore termico sia davvero ridotto al minimo, allora è necessario che quest’ultimo sia spento. Da qui l’impronta ecologista del sistema Start & Stop, che come detto interviene spegnendo il motore termico. Ma se da un lato questo sistema porta un vantaggio da un punto di vista ambientale, dall’altro va analizzata la situazione legata all’usura meccanica delle parti in rotazione del motore, in particolare sulla cinghia dei servizi, che tende ad usurarsi molto prima del tempo o persino a scavallare a causa delle sollecitazioni da riavvio. Insomma, anche questo sistema, proprio come quasi tutte le tecnologie, ha pro e contro. Resta solo da stabilire quale sia il male minore.

 


Articolo in collaborazione con www.formulapassion.it  


About the author : Ilaria Seva

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