Tante le tipologie di trasmissione automatica offerte sul mercato, ognuna delle quali porta in dote vantaggi e svantaggi.

Il cambio è senza ombra di dubbio una delle componenti fondamentali di ogni autovettura. E nonostante i tradizionalisti continuino a preferire una trasmissione manuale, è in costante crescita il dato delle vendite di auto equipaggiate con cambio automatico. Che hanno una sostanziale differenza rispetto a quelle con cambio manuale: hanno un pedale in meno, ovviamente quello della frizione. Una cosa tanto ovvia quanto non sempre facile da immagazzinare per chi passa da un cambio manuale a uno automatico: per guidare il piede sinistro non serve, i veicoli con due pedali si guidano solamente con un piede ed è il piede destro.

Venendo ad analizzare nella sua complessità i cambi automatici, i preziosi consigli offertici da ReteRiparo, realtà emergente nel settore delle officine auto, ci ricordano che ne esistono quattro tipi, a cui se ne può aggiungere anche uno ibrido. Partiamo dal cambio automatico a convertitore di coppia: tramite una differenza di pressione dell’olio del cambio, generata dalla forza motrice trasferita tramite un convertitore idraulico posizionato tra cambio e motore, si aprono e chiudono le valvole che innestano le marce. Come capire se questo tipo di cambio ha un problema? In linea generale, si percepisce come una sorta di “slittamento” ai bassi regimi o con le marce basse. In grandissima parte dei casi, il difetto deriva o da un basso livello dell’olio del cambio o lo stesso molto usurato: basterà semplicemente cambiarlo per tornare a livelli ottimali di guida, anche se l’ideale sarebbe far fare ad uno specialista uno spurgo completo del vecchio olio, seguito da un lavaggio e quindi l’introduzione del nuovo olio per dare nuova vita alle parti meccaniche.

Passiamo poi al cambio robotizzato, in cui la frizione viene gestita interamente dalla centralina che in base ai giri del motore decide quale marcia innestare per offrire sempre la trazione adeguata in ogni momento. In questo caso, uno dei primi sintomi che qualche cosa non sta più andando come dovrebbe è l’avvertire rumori o ronzii a vettura ferma: è importante non ignorare questi sintomi, perché un passaggio in officina per un controllo potrebbe rilevare una valvola difettosa che a lungo andare si potrebbe rompere provocando un danno a tutta la scatola del cambio. C’è poi il cambio a variazione continua, che permette di passare dalla marcia più corta a quella più lunga attraverso una gamma infinita di rapporti intermedi tra un minimo ed un massimo, che per semplicità lavora attraverso due pulegge di cui una in perenne variazione in base alla rotazione della forza motrice.

Ultimo della lista, ma tutt’altro che per importanza, è il cambio automatico a doppia frizione. Si tratta di una trasmissione talmente tanto evoluta e meccanicamente sofisticata che possiede una frizione dedicata ai rapporti dispari e un per i rapporti pari: entrambe le frizioni sono collegate a due corrispettivi alberi di trasmissione, che ruotano in contemporanea. Questa soluzione garantisce una velocità di innesto che per un cambio manuale è meccanicamente impossibile da raggiungere, d’altro canto è particolarmente fragile soprattutto se paragonata alle altre tipologie sopra citate. In questo caso non è semplice percepire in quali casi ci sia un difetto: se funzionano solo le marce dispari o le pari potrebbe già essere tardi per un intervento di riparazione, e si dovrà prendere in considerazione l’ipotesi di una sostituzione costosissima di tutto il cambio automatico.

A chiudere la panoramica ci pensa il cambio semiautomatico, una sorta di soluzione ibrida in quanto viene eliminato il pedale della frizione, ma è il guidatore a scegliere e a innestare manualmente le marce, al contrario di quanto avviene con un cambio automatico. Qualsiasi sia la soluzione automatica che si sceglie tra le cinque descritte, vantaggi e svantaggi si contrappongono in una lotta serrata: da un lato una trasmissione automatica garantisce una certa godibilità di marcia del veicolo, molto meno stress da traffico, e grande semplicità di apprendimento nell’utilizzarlo, ma dall’altro ha un costo leggermente elevato in confronto al manuale ed è affetta da una maggiore suscettibilità a rompersi, in quanto ingloba parti che nel manuale sono ben distinte e separate.


Articolo in collaborazione con www.formulapassion.it  


About the author : Ilaria Seva

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